OnePlus potrebbe sparire dai mercati globali prima di quanto chiunque si aspettasse. Una notizia che sta circolando da ore e che, con ogni aggiornamento, diventa sempre più difficile da ignorare.
La fine di OnePlus in Europa (e non solo)
Secondo una fonte interna citata in esclusiva da 9to5Google, OnePlus sarebbe pronta a cessare le operazioni in diverse regioni internazionali, con una tempistica che potrebbe anticiparsi addirittura ad aprile 2026. Il ritiro riguarderebbe ampie porzioni d’Europa e altri mercati globali. La notizia è stata successivamente corroborata da Android Authority, che ha ottenuto una conferma ufficiale da OnePlus riguardo alle dimissioni del CEO per l’India, Robin Liu.
In una dichiarazione formale alla testata, OnePlus ha confermato: “Robin ha lasciato per perseguire le sue passioni personali. Le operazioni di OnePlus India continuano con strategia locale e continuità aziendale garantita.” Una risposta che, nel tipico gergo corporate, dice tutto e non dice nulla.
Un esecutivo che se ne va dopo aver detto “tutto bene”
Il timing è piuttosto eloquente. Appena due mesi fa, Robin Liu era stato tra i primi a smentire pubblicamente i rumor sulla chiusura di OnePlus, rassicurando gli utenti indiani che si trattava di “notizie non verificate”. Ora Liu lascia l’azienda e torna in Cina. Nel frattempo, il suo precedente post su X in cui negava tutto è stato rimosso.
Secondo The Economic Times, Liu starebbe servendo il suo periodo di preavviso, in scadenza il 31 marzo. L’azienda avrebbe cercato di trattenerlo, senza successo.
Cosa succede ai prodotti già annunciati
I lancio di prodotti già in pipeline — come il OnePlus Nord 6, recentemente annunciato con batteria da 9.000 mAh — sembrerebbero ancora confermati, ma quasi certamente limitati al mercato cinese. I dispositivi non dovrebbero essere disponibili a livello globale “salvo indicazioni esplicite”. In sostanza: aspettatevi lanci silenziosi, o meglio non-lanci.
C’è anche da considerare il cambio di focus strategico: OnePlus si starebbe concentrando sul mercato entry e mid-range in India, piuttosto che sugli smartphone flagship premium che l’hanno resa famosa in Occidente.
Un marchio che si era già ridimensionato in passato
Non è la prima volta che OnePlus riduce la propria presenza globale. Nel 2020, dopo la partenza del co-fondatore Carl Pei, la società aveva chiuso uffici in UK, Germania e altri paesi europei. Da allora, il legame con la società madre Oppo si è fatto sempre più stretto — fino al punto che Pete Lau, già numero uno di OnePlus, è diventato Chief Product Officer di Oppo.
Anche la partnership con Hasselblad è terminata: presente sull’OnePlus 15, continuerà invece sui flagship Oppo. Un altro segnale che il marchio OnePlus sta perdendo peso all’interno del gruppo BBK.
Cosa significa per chi ha un OnePlus
La domanda più pratica, per chi possiede un dispositivo OnePlus, riguarda il supporto software futuro. Al momento non ci sono dettagli ufficiali su come un eventuale ritiro impatterà gli aggiornamenti OxygenOS e le garanzie. È un punto critico che l’azienda non ha ancora chiarito — e che sarebbe opportuno chiarire prima di sparire.
La situazione rimane fluida. OnePlus non ha rilasciato una dichiarazione ufficiale di chiusura totale, ma i segnali che si accumulano — il CEO che lascia, la fonte interna, le voci dal mercato finanziario — rendono lo scenario sempre più plausibile.