Exynos 2800 Vanguard: Samsung sceglie il 2nm stabile per il chip del Galaxy S28

Samsung sta lavorando alla prossima generazione del suo chipset mobile: l’Exynos 2800, nome in codice Vanguard. Secondo quanto riportato da ZDNet Korea e confermato da Android Authority, il design del chip dovrebbe essere completato entro la fine del 2026, e la scelta del processo produttivo rivela una strategia precisa: stabilità prima di tutto.

Addio al 1.4nm: Samsung punta sul 2nm migliorato

La decisione più significativa riguarda il nodo produttivo. L’Exynos 2800 era inizialmente previsto su processo a 1.4nm, ma Samsung ha cambiato rotta: il chip sarà prodotto con il processo SF2P Plus, una versione evoluta del 2nm di seconda generazione. Il motivo è chiaro: priorità alla resa produttiva (yield) e alla stabilità, non alla gara per il nodo più piccolo.

Il salto rispetto all’attuale SF2 (usato sull’Exynos 2600 del Galaxy S26) è significativo. L’SF2P, che potrebbe essere adottato per il futuro Exynos 2700, offre già:

  • +12% di performance rispetto all’SF2
  • -25% di consumo energetico
  • -8% di area del die

L’SF2P Plus, quello scelto per il 2800, aggiunge la tecnologia Optic Shrink, che promette ulteriori miglioramenti in efficienza e riduzione dell’area, senza però impegnarsi su numeri specifici ancora.

Una lezione imparata nel modo più duro

Questa prudenza ha radici concrete. L’Exynos 2500, pensato per il Galaxy S25, fu escluso a causa di gravi problemi di yield: i Galaxy S25 uscirono quindi alimentati esclusivamente dallo Snapdragon 8 Elite for Galaxy. Il chip finì per essere usato solo nel Galaxy Z Flip 7, dove peraltro mostrò benchmark deludenti. E l’Exynos 2300? Fu cancellato direttamente.

“Il consenso all’interno di Samsung Electronics System LSI è che sia realisticamente impossibile continuare la miniaturizzazione dei processi per i processori mobile ogni anno come in passato”, ha dichiarato una fonte interna citata da ZDNet Korea.

Detto così sembra una resa. In realtà è una valutazione pragmatica: meglio un 2nm stabile e ben reso che un 1.4nm ambizioso ma problematico.

Exynos 2800 anche nell’Ultra?

La notizia più interessante arriva da un’implicazione strategica: il fatto che Samsung stia investendo seriamente sulla resa dell’Exynos 2800 suggerisce che voglia equipaggiare con questo chip un numero elevato di Galaxy S28 — incluso, potenzialmente, il modello Ultra. Un dirigente Samsung aveva già lasciato intendere che l’obiettivo è riportare l’Exynos anche sui modelli top di gamma, dopo anni di esclusiva Snapdragon sugli Ultra.

Se il processo SF2P Plus mantiene le promesse, potremmo avere un Galaxy S28 Ultra con Exynos 2800 capace di tenere testa al Snapdragon 8 Elite Gen 6 in termini di potenza, consumi e soprattutto temperatura. L’Exynos ha storicamente sofferto di problemi termici: uno dei pochi motivi validi per preferire Snapdragon nelle regioni che ricevono entrambe le varianti.

La rincorsa al 2nm non è finita

È importante non interpretare questa scelta come un abbandono dell’innovazione. TSMC sta sviluppando i propri processi a 2nm e 1.4nm per Qualcomm e Apple, e il confronto con Samsung sarà inevitabile. Ma Samsung ha scelto di competere sulla qualità del processo piuttosto che sulla velocità di adozione. Un approccio più maturo, che in passato avrebbe evitato molti dei disastri commerciali legati ai chip Exynos.

Per gli appassionati di smartphone Android, l’Exynos 2800 è un chip da tenere d’occhio. Se la strategia funziona, potremmo finalmente avere un SoC Samsung-made all’altezza delle aspettative — e forse persino in grado di rendere di nuovo competitiva la variante Exynos dei Galaxy.


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