Android e i trasferimenti dati nascosti: via al risarcimento da 135 milioni di dollari (ma non in Europa)

Non capita tutti i giorni di ricevere un assegno da un colosso tecnologico, ma per milioni di utenti Android negli Stati Uniti la prospettiva sta diventando reale. L’annosa disputa legale sui dati cellulari consumati “di nascosto” dai dispositivi Android è giunta alle battute finali, con l’attivazione del sito web per la richiesta dei risarcimenti di un fondo da 135 milioni di dollari stabilito da Google.

La class action, iniziata a novembre 2020, accusava l’azienda di Mountain View di aver raccolto e trasferito informazioni personali sfruttando la connessione dati degli utenti senza un esplicito consenso. Secondo l’accusa, i device Android effettuavano “trasferimenti passivi” in background, inviando dati ai server di Google anche quando lo smartphone era inutilizzato, le applicazioni chiuse e i servizi di localizzazione disabilitati.

Pur non ammettendo alcuna colpa, Big G ha preferito patteggiare per evitare anni di battaglie legali. Come confermato da testate specializzate, il sito ufficiale per il risarcimento è ora online. Gli utenti statunitensi che hanno utilizzato un dispositivo Android su rete cellulare tra novembre 2017 e la data di approvazione finale dell’accordo possono richiedere un indennizzo, che sarà erogato tramite PayPal, Venmo, bonifico o carta virtuale, e che potrebbe raggiungere un tetto massimo di circa 100 dollari a testa.

Correlato: La nuova app di dettatura offline di Google che rispetta la privacy

Perché è importante per l’Italia e per l’Europa?

Anche se il risarcimento monetario è limitato ai confini statunitensi, questa vicenda ha ripercussioni fondamentali per la fiducia nell’ecosistema Android a livello globale. Mette in luce quanto il traffico dati in background possa essere pervasivo, un tema su cui noi europei godiamo di uno scudo aggiuntivo. Grazie al GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), pratiche di trasferimento dati passivo senza un vero consenso informato sono severamente sanzionate in Europa. Il caso americano serve da monito: la gestione granulare dei permessi e il monitoraggio del consumo dati in background introdotti nelle ultime versioni di Android sono figli diretti di queste pressioni legali.

In breve

  • Google ha patteggiato per 135 milioni di dollari in una causa sui trasferimenti di dati in background non autorizzati negli USA.
  • L’accusa sosteneva che i dispositivi Android inviassero dati anche a schermo spento e con app chiuse.
  • Gli utenti USA idonei (che hanno usato Android dal 2017 a oggi) riceveranno fino a 100 dollari a testa tramite diversi metodi di pagamento elettronico.
  • In Europa siamo protetti dal GDPR, che impedisce operazioni simili senza consensi preventivi e rigidi.

Leave a Comment