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Un articolo può avere fonti impeccabili e un’immagine presa dal posto sbagliato. È un errore facile da fare e difficile da notare: la foto della notizia originale sembra perfetta per illustrare la notizia, e basta un link in un tag per usarla. Per questo AndroidLab ha un controllo che gira prima del caricamento e ragiona su una sola domanda: questa immagine è nostra oppure arriva da una fonte?
Cosa controlla lo script
Il controllo è lo script androidlab_image_policy.py. Legge il manifest delle immagini dell’articolo e accetta un’immagine solo se sono vere tre condizioni.
- La provenienza dichiarata è una di cinque categorie proprietarie: proprietaria, generata, screenshot, diagramma o illustrazione.
- Il campo di pubblicabilità è esplicitamente vero. Se manca, l’immagine non passa.
- Il file esiste in locale e non porta metadati di una fonte esterna, come l’indirizzo dell’immagine originale o della pagina da cui arriva.
Un secondo controllo guarda l’HTML: rifiuta ogni immagine incorporata da un indirizzo esterno. I link verso le pagine delle fonti restano liberi, mentre i file immagine possono venire solo dal dominio del sito.
Sei prove, nessuna pubblicazione
L’8 novembre 2026 ho eseguito lo script a mano con un file di prova e manifest minimi, senza creare alcun articolo. Questi sono gli esiti.
- Immagine generata, pubblicabile, nessun metadato esterno: accettata.
- Stessa immagine con l’indirizzo di una pagina esterna come origine: respinta, perché una risorsa propria non deve portare metadati di una fonte.
- Provenienza dichiarata come immagine di una fonte, anche con pubblicabilità vera: respinta, perché le immagini delle fonti restano solo riferimento.
- Immagine generata con pubblicabilità falsa: respinta.
- HTML con un’immagine caricata da un dominio esterno: respinto, con l’indirizzo segnalato nell’errore.
- HTML con un’immagine ospitata sul dominio del sito: accettato.
Nei casi respinti lo script termina con codice 2 e un messaggio che dice quale voce del manifest ha causato il problema. Il blocco è netto, quindi non lascia margine per un “passa lo stesso”.
Dopo il controllo, il lavoro umano
Lo script verifica come è descritta l’immagine, non che cosa mostri. La procedura editoriale aggiunge passaggi che nessun controllo automatico sostituisce. Una copertina generata viene aperta e guardata prima di segnarla come pubblicabile: contano pertinenza, resa alla larghezza dell’articolo, assenza di loghi inventati o di schermate false. La firma androidlab.it viene applicata dopo la generazione con un programma deterministico, non chiesta al modello, e anche la copia firmata viene riguardata per assicurarsi che non copra dettagli.
C’è poi una distinzione che il manifest da solo non può imporre. Un’illustrazione generata spiega un concetto, ma non dimostra un’esecuzione, una prestazione o la compatibilità di un’app. Per documentare un’interfaccia servono screenshot reali, non modificati. Le indicazioni di OpenAI sulla generazione di immagini descrivono come funziona lo strumento, ma non stabiliscono che cosa un sito possa presentare come prova.
I limiti di questo controllo
- Si fida della dichiarazione. Se qualcuno scrive “generata” per un’immagine copiata, lo script non lo sa.
- Non verifica diritti d’uso. Una provenienza proprietaria non è un parere legale, e un’immagine generata non conferisce diritti esclusivi per il solo fatto di essere generata.
- Non vede gli errori visivi: un dispositivo con troppi tasti o un dettaglio impossibile passa se il manifest è in regola.
- Controlla il corpo dell’HTML per le immagini incorporate, non ciò che il tema del sito aggiunge dopo la pubblicazione.
Per questo il controllo funziona meglio in coppia con la verifica visiva e con regole chiare su che cosa può mostrare un’illustrazione. Un tema vicino è già stato affrontato in AI Lab: immagini generate per i blog tech, e il limite generale dei controlli automatici in AI Lab: il guard controlla la forma, non la verità.
In breve
- Lo script accetta solo immagini dichiarate proprie e pubblicabili e rifiuta quelle che portano metadati di una fonte.
- Rifiuta anche le immagini incorporate da domini esterni, mentre i link alle fonti restano consentiti.
- In sei prove manuali dell’8 novembre 2026 ha accettato due casi regolari e respinto quattro irregolari, senza pubblicare nulla.
- Non sostituisce la revisione visiva né una valutazione sui diritti: controlla la forma della dichiarazione, non la sua verità.