Android 17 limita la memoria delle app: cosa cambia

Android 17 porta nel sistema un componente chiamato Memory Limiter: osserva la memoria usata dai processi delle app e interviene prima che una singola app trasformi l’intero telefono in una fabbrica di rallentamenti. Non è un pulsante nelle Impostazioni né un generico “RAM booster”: è un meccanismo di piattaforma basato su Linux cgroup v2, descritto da Google nel codice e nella documentazione AOSP.

Il punto pratico è semplice: quando un processo supera il proprio limite memory.high, il kernel può recuperare pagine di memoria e spostare memoria anonima inattiva in zRAM. L’app può quindi rallentare temporaneamente, ma continua a funzionare. Se invece una perdita di memoria prosegue fino a esaurire lo spazio di swap, il processo può essere terminato. Le app che restano nei limiti non subiscono questo trattamento.

Non arriverà identico su ogni telefono

Android 17 e versioni successive includono il servizio, ma l’effettiva configurazione dipende dal dispositivo: servono un kernel con cgroup v2 e memory controller, oltre ai file di configurazione del produttore. I limiti differenziano processi visibili e in background e tengono conto della RAM disponibile al sistema, che non coincide sempre con la memoria commerciale stampata sulla confezione: GPU, modem e altri componenti si tengono una fetta del banchetto.

Per chi usa il telefono non significa che ogni chiusura improvvisa sia colpa del nuovo limitatore. Un’app che si chiude può avere un bug, un aggiornamento difettoso, batteria adattiva aggressiva o poca memoria libera. Il valore del meccanismo è ridurre il danno sistemico di app anomale; il compromesso è che l’app problematica può diventare lenta prima di essere chiusa.

Google Play alza l’asticella dal 2027

La novità non resta confinata ad Android 17. Google Play ha annunciato che dal febbraio 2027 app e giochi dovranno rispettare nuove soglie di “bad behavior” per l’uso di memoria e bitmap, misurate in rapporto alla fascia di RAM e alla categoria dell’app. Arriva anche un requisito minimo del 25% per ottimizzazione, offuscamento e riduzione del codice DEX. Per le app fuori soglia Google non parla di rimozione automatica dal Play Store, ma di minore visibilità e limitazioni alla pubblicazione.

La distinzione conta: il Memory Limiter protegge il telefono mentre l’app gira; le metriche di Play spingono gli sviluppatori a non pubblicare software pigro già in partenza. È una correzione strutturale più interessante del solito consiglio di svuotare la cache e sperare negli spiriti benigni del sistema operativo.

Cosa cambia davvero per chi usa Android

Nel breve periodo non c’è nulla da attivare. Conviene mantenere aggiornati sistema e app, evitare “pulitori RAM” che promettono miracoli e segnalare al produttore un problema ripetibile con versione dell’app e modello del telefono. Nei prossimi rilasci sarà invece ragionevole aspettarsi un controllo più severo sulle app con perdite di memoria, soprattutto in background. Per il quadro delle beta Pixel resta utile il nostro controllo di Android 17 QPR1 Beta 9: la disponibilità delle funzioni dipende ancora da modello, canale e rollout.

In breve

  • Android 17 introduce un limite di memoria per processo basato su cgroup v2.
  • Superare il limite può rallentare l’app; una perdita persistente può portare alla chiusura del processo.
  • Il comportamento effettivo dipende da kernel e configurazione del produttore.
  • Dal febbraio 2027 Google Play applicherà nuove soglie di qualità su memoria e bitmap.

Fonti

AUTORE

Informatico, sviluppatore e sistemista con una lunga storia tra codice, server Linux, retrocomputer e piattaforme e-learning. Su AndroidLab porta uno sguardo tecnico e pragmatico: meno fumo da brochure, più attenzione a infrastruttura, usabilità, privacy, aggiornamenti e conseguenze concrete delle scelte dei produttori.

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