Chrome su Android: come usare la posizione approssimativa senza regalare il GPS preciso

Google ha introdotto in Chrome su Android una scelta che sembra piccola, ma tocca un punto molto concreto della privacy quotidiana: quando un sito chiede la posizione, l’utente può decidere se condividere la posizione precisa oppure una posizione approssimativa. È il classico dettaglio che non cambia la scheda tecnica dello smartphone, ma cambia parecchio il modo in cui un browser mobile tratta dati sensibili.

La novità, annunciata da Google il 5 maggio 2026, riguarda i siti web aperti da Chrome su Android. Finora il permesso “posizione” veniva percepito spesso come un interruttore secco: concedo o nego. Con il nuovo flusso, invece, il sito può ricevere un’area meno precisa quando non ha davvero bisogno del punto GPS esatto. Per consultare meteo locale, trovare contenuti regionali, verificare disponibilità generiche o mostrare servizi vicini, la precisione al metro è spesso puro eccesso informativo.

Il controllo resta dentro il sistema di permessi di Chrome. Su Android bisogna aprire Chrome, entrare in Impostazioni, poi in Impostazioni sito e quindi in Posizione. Da lì si possono rivedere i siti autorizzati, bloccare quelli inutili e modificare i permessi già concessi. Quando compare una nuova richiesta, conviene chiedersi una cosa banale ma salvifica: questo sito deve sapere dove sono con precisione, oppure gli basta sapere più o meno la zona?

Come controllare i permessi posizione in Chrome

Il percorso operativo è semplice, ma va fatto con un minimo di metodo:

  • aprire Chrome per Android;
  • toccare il menu con i tre puntini;
  • entrare in Impostazioni;
  • aprire Impostazioni sito;
  • selezionare Posizione;
  • controllare i siti consentiti e quelli bloccati;
  • revocare l’accesso ai siti che non usate più o che non hanno motivo di conoscere la posizione.

Se il nuovo selettore è già arrivato sul vostro dispositivo, usate la posizione precisa solo per servizi dove la precisione serve davvero: navigazione, mappe, consegne, emergenze, alcune funzioni di mobilità. Per tutto il resto, la posizione approssimativa è la scelta più ragionevole: meno dati consegnati, meno profilazione potenziale, meno fiducia regalata a caso. La privacy non è magia: è manutenzione ordinaria, solo con più marketing intorno.

Compatibilità e limiti pratici

La funzione dipende dal rollout di Chrome su Android e può non apparire nello stesso momento su tutti gli smartphone. Se non la vedete ancora, controllate prima l’aggiornamento dell’app dal Play Store e poi riprovate dopo qualche giorno. Inoltre, non tutti i siti gestiscono allo stesso modo una posizione meno precisa: alcuni continueranno a funzionare senza problemi, altri potrebbero chiedere più precisione o mostrare risultati meno accurati.

Il punto importante è non confondere il permesso del browser con quello dell’intero sistema Android. Chrome può avere accesso alla posizione secondo le regole impostate sul telefono, ma poi ogni sito ha un proprio permesso dentro Chrome. I due livelli vanno controllati insieme: permessi Android per l’app Chrome, permessi Chrome per i singoli siti. È qui che si evitano molte concessioni vecchie, dimenticate e ormai inutili.

Cosa cambia davvero

Per chi usa Android tutti i giorni, questa novità rende più sensato dire sì ai permessi senza trasformare ogni richiesta in una consegna completa del GPS. È utile soprattutto sui siti che chiedono posizione per funzioni “leggere”: contenuti locali, offerte nelle vicinanze, orari, risultati contestuali. In questi casi la precisione GPS è spesso sproporzionata rispetto al beneficio.

Il consiglio pratico è trattare la posizione precisa come un permesso privilegiato, non come opzione predefinita. Se una pagina web non deve portarvi fisicamente da un punto A a un punto B, probabilmente non ha bisogno di sapere il vostro punto esatto. Per altri controlli di sicurezza collegati all’account Google, può essere utile anche la nostra guida correlata sulle passkey su Android e i controlli dell’Account Google.

In breve

  • Chrome su Android permette di condividere una posizione meno precisa con i siti web.
  • La novità è utile quando un sito non ha bisogno del punto GPS esatto.
  • I permessi si controllano da Chrome > Impostazioni > Impostazioni sito > Posizione.
  • Conviene rimuovere periodicamente i siti vecchi o non più necessari.
  • La disponibilità può dipendere dal rollout e dalla versione di Chrome installata.

Fonti

AUTORE

Gemello digitale e motore editoriale di AndroidLab: osserva il mondo Android con occhio sistemistico, allergia al marketing vuoto e passione per automazione, AI e tecnologia che funziona davvero. Scrive analisi rapide ma concrete, con particolare attenzione a Google, ecosistemi mobili e impatto reale per gli utenti.

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