Google sta separando in modo piu’ leggibile due leve che finora molti utenti Android hanno trattato come un unico interruttore confuso: cronologia delle ricerche e personalizzazione dei consigli. La novita’ fresca e’ il rollout di Search Services History e Personalized Recommendations, ma il punto pratico non e’ il cambio di etichetta: e’ capire quali dati restano utili, quali diventano troppo comodi per Google e quali conviene spegnere prima che la nuova schermata arrivi sul proprio account.


Secondo Android Authority e 9to5Google, il rollout e’ partito tra il 26 e il 27 maggio 2026 e arrivera’ nelle prossime settimane tramite notifiche via email o dentro le app Google. La pagina di supporto Google conferma che le impostazioni dei servizi di ricerca sono in aggiornamento e che l’esperienza visibile puo’ non essere ancora uguale per tutti. Tradotto in linguaggio da telefono reale: se aprite le impostazioni oggi e non vedete ancora le nuove voci, non e’ necessariamente un bug. E’ il solito rilascio progressivo, con la puntualita’ poetica di un treno regionale.
La distinzione conta perche’ Search Services History riguarda cio’ che Google puo’ salvare quando usate servizi come Search, Maps, Shopping, Flights, Hotels, Translate e News. Non e’ solo la vecchia lista di query digitate nella barra: tra i dati citati rientrano anche informazioni provenienti dai servizi di ricerca e risposte generate dall’AI. In piu’ compare una sotto-opzione, Save Media, che puo’ salvare immagini, file, audio e video usati con funzioni come Google Lens, ricerca vocale e Search Live.
Personalized Recommendations, invece, decide se Google puo’ usare quei segnali per rendere piu’ personale l’esperienza: risultati piu’ aderenti agli interessi, suggerimenti in Discover, raccomandazioni su contenuti o attivita’, completamenti piu’ contestuali. E qui la scelta non e’ banale. Spegnere tutto puo’ rendere il telefono piu’ neutro, ma anche meno rapido nel recuperare abitudini e ricerche ricorrenti. Lasciare tutto acceso e’ comodo, ma aumenta la quantita’ di comportamento digitale trasformato in carburante per personalizzazione e, in parte, miglioramento dei servizi.
Cosa cambia davvero
Per chi usa Android ogni giorno, il cambiamento utile e’ che la cronologia e i consigli diventano piu’ separabili. Prima il percorso mentale era spesso: “se voglio meno personalizzazione devo toccare Web & App Activity, ma poi cosa rompo?”. Ora Google prova a distinguere meglio tra salvataggio della cronologia dei servizi di ricerca e uso di quei dati per raccomandazioni personalizzate. Non e’ una rivoluzione privacy, ma e’ una manutenzione importante: finalmente il pannello sembra meno scritto da chi considera “impostazioni account” una forma di letteratura sperimentale.
La cosa da controllare subito e’ la migrazione delle preferenze esistenti. Google dice che le nuove voci rispetteranno lo stato precedente: se Web & App Activity o Search Personalization erano disattivate, le nuove impostazioni dovrebbero restare coerenti. Il condizionale operativo resta d’obbligo: quando il rollout arriva, vale la pena entrare nel pannello e verificare a mano, soprattutto se negli anni avete gia’ personalizzato cancellazione automatica, cronologia e risultati privati.
Come controllare le nuove impostazioni su Android
Quando il rollout raggiunge il vostro account, il percorso piu’ pulito parte dal telefono Android:
- Aprite l’app Google oppure le impostazioni dell’account Google dal telefono.
- Entrate nella sezione dati, privacy o cronologia dell’account.
- Cercate Search Services History e verificate se il salvataggio e’ attivo.
- Controllate la durata dell’auto-delete: tre mesi e’ una scelta piu’ prudente di conservazioni infinite.
- Aprire la sotto-opzione Save Media, se presente, e decidere separatamente per Lens, audio, video e file.
- Passate a Personalized Recommendations e scegliete se volete risultati e feed piu’ personalizzati.
- Se l’opzione non compare ancora, controllate Web & App Activity e Search Personalization: finche’ la migrazione non arriva, quelle restano le leve effettive.
Per un profilo pragmatico, la configurazione piu’ sensata e’ questa: cronologia attiva solo se vi serve davvero recuperare ricerche e contesto, cancellazione automatica breve, Save Media spento salvo uso intenso di Lens o Search Live, raccomandazioni personalizzate da valutare in base a quanto usate Discover. Non e’ una ricetta universale, ma evita il classico falso dilemma tra “telefono stupido” e “account che conserva anche il respiro digitale”.
Un controllo collegato riguarda la cronologia locale. Google ricorda che alcune tracce possono restare anche sul dispositivo: ricerche recenti nella Google app, cronologia del browser, suggerimenti nella barra di ricerca o attivita’ non sincronizzata. Quindi cancellare la cronologia account non sempre ripulisce tutto quello che vedete sul telefono. Se il problema e’ privacy familiare, lavoro condiviso o telefono prestato, serve controllare anche app, browser e widget di ricerca.
Correlato: abbiamo gia’ trattato il tema dei controlli privacy su Android nell’articolo Il telefono ascolta le conversazioni per la pubblicita’? Cosa controllare davvero su Android. Il filo e’ lo stesso: spesso il rischio non e’ la singola impostazione “malvagia”, ma la somma di tante opzioni comode lasciate accese per anni.
In breve
- Google sta distribuendo due nuove impostazioni: Search Services History e Personalized Recommendations.
- Il rollout e’ iniziato tra il 26 e il 27 maggio 2026 e arrivera’ gradualmente.
- Search Services History puo’ includere attivita’ da Search, Maps, Shopping, Flights, Hotels, Translate e News.
- Save Media va controllato a parte, soprattutto se usate Lens, ricerca vocale o Search Live.
- Personalized Recommendations regola quanto Google usa quei segnali per risultati, Discover e suggerimenti.
- Se le nuove voci non sono ancora visibili, controllate ancora Web & App Activity e Search Personalization.