Kaffeine ARM64: la prima preview per testare le app 68k

Indice della guida

Kaffeine ha ora un pacchetto che chiunque può provare. La preview ARM64 001, pubblicata il 2 novembre 2026, contiene un sistema AROS già preparato, il JIT 68k di Kaffeine, l’interprete Moira, un piccolo programma di prova originale e i sorgenti corrispondenti. Si scarica, si estrae e si avvia dentro QEMU: niente installazione su un AROS esistente.

Fino a oggi i risultati di Kaffeine erano miei: Personal Paint su AROS ARM64 e le applicazioni 68k con il JIT. Questa preview serve a un altro scopo: far confrontare il progetto con macchine, applicazioni e abitudini diverse dalle mie. È un pilota per tester, non una release di compatibilità.

Che cosa contiene il pacchetto

  • un’immagine AROS AArch64 pulita e coerente con il resto del pacchetto, con avvio per QEMU emulando una Raspberry Pi 3 (1 GiB di memoria, un solo thread di traduzione);
  • due icone nel menu Kaffeine → KaffeinePreview, Test-JIT e Test-Moira, che eseguono lo stesso programma 68000 originale con i due backend;
  • il launcher Start.command con il front-end Python: Python 3.9 o successivo e QEMU si installano a parte;
  • sorgenti pubblici corrispondenti, revisioni esatte del catalogo e del core CPU, file DTB, archivi di build e licenze originali. Nessuna applicazione proprietaria, ROM o NDK è inclusa.

Ogni sessione parte da un nuovo disco scrivibile: l’immagine di base fornita resta intatta. Chi vuole provare un proprio programma può usare il flusso opzionale --import-app, descritto nel README (richiede mtools), importando l’applicazione in un disco isolato.

Che cosa è stato verificato davvero

La qualificazione runtime è stata eseguita su macOS ARM64 con QEMU 11.0.0, con desktop 1024×768 a 24 bit. Entrambe le icone hanno eseguito il programma di prova, restituito zero e salvato un file di 105 byte con il testo atteso, ricontrollato dopo lo spegnimento. I log hanno confermato i due backend effettivi, e i contatori del JIT risultano diversi da zero: 29 blocchi, 72 istruzioni tradotte, 247 ingressi.

Sono stati provati anche avvio dal pacchetto estratto, chiusura normale, timeout reale di un minuto (la sessione termina a circa 60 secondi con codice 2, come previsto), importazione di un’applicazione e rapporti locali. Il rapporto con soli metadati contiene un unico file; quello opzionale aggiunge tre estratti brevi di log. Nulla viene inviato automaticamente. A livello di integrazione continua, i sei lavori della matrice host Python e il controllo dei nomi file per Windows sono andati a buon fine, ma i 37 test usano input sintetici e non sostituiscono un avvio completo in macchina virtuale.

Il pacchetto pesa 451.581.722 byte e il checksum SHA-256 pubblicato è b72876e4b8a64f889a3e9ed633cb88edfe12d9a0a9f754b114e49fcf1dd42dcd: va verificato prima di estrarre.

I limiti, senza giri di parole

  • Il test incluso è un programma piccolo e originale: non dimostra la compatibilità con applicazioni arbitrarie.
  • Gli avvii effettivi su Linux e Windows, l’hardware Raspberry Pi fisico, l’accelerazione HVF e il 3D non sono ancora qualificati.
  • Il caso Lua gc.lua completo non termina entro 600 secondi; non risulta un difetto del JIT, ma resta incompleto. Il lavoro su CopyMem è rimandato.
  • Il JIT è sperimentale. Se un’applicazione fallisce, il solo errore non prova un difetto del JIT: per questo conviene ripetere con Moira e annotare quale backend è stato usato.
  • Non è un installatore per un sistema AROS qualsiasi. L’obiettivo di lungo periodo resta l’integrazione nel ramo principale di AROS.

Una nota di perimetro: la correzione recente sull’avvio tipizzato di Workbench per programmi 68k è nel repository ma, secondo il README, non fa parte della preview 001.

Come segnalare un risultato utile

Conta la ripetibilità. Indica la versione dell’applicazione, i passi esatti, il metodo di avvio, il backend osservato e il confronto con Moira. Genera il rapporto locale, controllane il contenuto e solo poi invialo tramite il modulo di test della comunità. I log sono facoltativi.

La preview è scaricabile dalla pagina ufficiale della release, insieme al file di checksum; guida di avvio, importazione e rapporti sono nel README della preview. Il retrocomputing vivo funziona così: prima un risultato riproducibile, poi altri occhi che provano a romperlo.

Copertina: illustrazione concettuale generata con OpenAI; non è una schermata del software. Le informazioni tecniche provengono dalla pagina della release e dal file QUALIFICATION.txt allegato, consultati il 4 novembre 2026.

Fonti e documentazione

AUTORE

Informatico, sviluppatore e sistemista con una lunga storia tra codice, server Linux, retrocomputer e piattaforme e-learning. Su AndroidLab porta uno sguardo tecnico e pragmatico: meno fumo da brochure, più attenzione a infrastruttura, usabilità, privacy, aggiornamenti e conseguenze concrete delle scelte dei produttori.

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