Telegram Amiga Alpha 0.0.96: digitazione e menu più rapidi

Telegram Amiga Alpha 0.0.96, pubblicata l’11 ottobre 2026, non aggiunge una funzione vistosa per poi lasciare indietro le macchine più lente. Interviene su ciò che decide se il client è davvero usabile: digitazione, ridisegno delle chat, menu, avatar, connessioni e gestione del Workbench. Arriva anche una settima distribuzione, riservata al client testuale per i 68000 senza acceleratore.

Scrivere su un A1200 stock senza attendere ogni lettera

Da 0.0.8 il solo campo di testo veniva ridisegnato dopo ogni tasto soltanto su AfA OS. Sugli altri sistemi, un A1200 con 68EC020 a 14 MHz ridisegnava tutta la finestra e poteva impiegare circa tre secondi per lettera. La 0.0.96 copia sullo schermo soltanto la striscia del campo, finché la sua altezza non cambia. Se il ridisegno completo supera 300 ms, messaggi in arrivo, avvisi di digitazione e passaggi delle foto attendono una pausa di due secondi prima di aggiornare la finestra; sui sistemi rapidi continuano ad apparire subito.

Il lavoro va oltre il campo di input. In una chat impegnativa, misurare di nuovo ogni riga e cercare le emoji byte per byte portava un ridisegno a circa sei secondi su un A1200 emulato ciclo per ciclo: ora il changelog riporta circa 0,9 secondi, mantenendo gli stessi a capo. Ogni messaggio conserva inoltre l’altezza calcolata in base a testo, larghezza, font ed emoji, evitando di impaginare due volte tutti i messaggi caricati. Nel caso descritto dagli sviluppatori, prima si arrivava a circa 8.500 misurazioni per 70 testi visibili. Quando qualcuno inizia o smette di scrivere, si aggiorna soltanto l’intestazione della chat. Un ridisegno lento richiesto durante la digitazione aspetta una pausa proporzionata alla durata dell’ultimo ridisegno, fino a dieci secondi.

Menu e avatar non rubano più la tastiera

Il menu contestuale ridisegna soltanto il proprio riquadro: su A1200, evidenziare un’altra voce non richiede più il ridisegno di tutta la finestra, che costava circa tre secondi. Gli avatar compaiono inizialmente come iniziali colorate e vengono preparati nei momenti di inattività, non mentre si scrive o con un menu aperto. Sotto il 68040 si usa la dimensione 20×20 della lista chat e una decodifica JPEG ridotta; le immagini elaborate vengono conservate come file avatars/*.rgb, così l’avvio successivo evita di decodificarle di nuovo. La costruzione parte solo dopo due secondi senza input e aggiorna la lista chat, con un ridisegno completo finale.

La nuova voce Settings > Show avatars permette di disattivare immagini profilo nella lista e nell’intestazione. Restano le iniziali, ma non vengono scaricate né elaborate le immagini. Sui 68k sotto il 68040 e sugli schermi nativi AGA, ECS e OCS gli avatar sono inizialmente spenti; altrove sono accesi. La preferenza è salvata in data/telegram-avatars.txt.

Palette, finestre e Workbench

Sugli schermi AGA a 32 o 64 colori, le facce gialle delle emoji potevano diventare marroni perché i colori venivano richiesti alla palette nell’ordine sbagliato. Ora le tonalità sono raggruppate e pesate per i pixel che occupano: i colori più importanti ottengono prima le penne disponibili, poi si cerca quella più vicina o si usa un reticolo di due colori. Gli schermi truecolour non cambiano. La ricerca del colore più vicino, usata anche da avatar e foto, è stata ottimizzata per i 68k senza cambiare le penne selezionate.

Quando si cambia modalità o palette del Workbench, Telegram Amiga ora chiude la propria finestra all’avviso di chiusura dello schermo e la riapre sul nuovo schermo, mantenendo chat e connessione. Se un’altra finestra blocca il cambio, aspetta che il sistema completi o annulli l’operazione. Su AmigaOS 3 questa funzione richiede screennotify.library in LIBS:; senza la libreria il comportamento precedente resta invariato. OS4 e AROS ricevono l’avviso da Intuition, MorphOS usa la propria screennotify.library. La modalità con schermo proprio evita il problema.

La riapertura della finestra ripristina correttamente campo di scrittura, testo non ancora inviato e posizioni di scorrimento, evitando clic su chat diverse da quelle mostrate. Viene memorizzata anche una finestra ridotta alla dimensione minima. Nel login, telefono, codice e password sono centrati verticalmente; le bolle dei messaggi hanno spaziatura più regolare anche con le emoji. Su Workbench a 16 bit sotto AmigaOS 4, superfici e campi recuperano colori distinti invece di confondersi con lo sfondo.

Avvio, rete e download più comprensibili

La finestra appare subito con la lista chat in cache e la dicitura «Connecting to Telegram…», mentre la connessione prosegue. Prima, su un A1200 con rete bloccata, si poteva attendere circa due minuti e mezzo senza vedere nulla. Se la connessione fallisce, il motivo compare nella barra di stato anziché in una console invisibile a chi avvia dal Workbench. Le chat nascoste restano nascoste anche offline.

Su AmigaOS 3 e 4 l’apertura della connessione ha ora un limite di 15 secondi, o quello più lungo già fissato da un passaggio specifico. Le attese di rete procedono in intervalli di un secondo; dopo due secondi, la chiusura della finestra o un avviso di reset del Workbench può interromperle. Dopo più perdite consecutive nei poll, l’intervallo di riprova cresce da cinque secondi fino a un minuto, lasciando la finestra utilizzabile.

Prima di scaricare un file in RAM:, il client controlla lo spazio effettivamente libero e rifiuta il trasferimento se non basta, mostrando quanto serve e quanto è disponibile. È meglio di arrivare, dopo minuti, a un file parziale poi cancellato. Quando un volume si riempie durante la scrittura, sia GUI sia client testuale indicano a quanti KB il trasferimento si è fermato. Se un volume non comunica lo spazio libero, il tentativo non viene bloccato preventivamente.

Preferenze e piccoli errori quotidiani

Le preferenze per foto inline ed emoji, quando coincidono con la scelta automatica della macchina, sono ora salvate come auto. Una cartella dati copiata da un Amiga veloce a un A1200 non forza quindi le foto inline contro il default della macchina lenta. Una scelta esplicita diversa dal default continua invece a viaggiare con la cartella; i vecchi file mantengono l’impostazione finché la voce non viene cambiata una volta.

La GUI si chiude con Amiga+Q o con il gadget di chiusura. La semplice Q e il tasto ESC dopo l’annullamento della digitazione non terminano più per errore il programma; ESC conserva la funzione di abbandonare il login nella schermata apposita. Su Amiga senza orologio a batteria, gli orari dei messaggi non ricadono più su 00:00 quando l’orologio riparte dal 1978: se è troppo lontano dall’ora reale, il client usa l’orologio di Telegram e il fuso delle preferenze Locale, senza correzione automatica per l’ora legale.

Sette pacchetti, incluso il 68000

Il nuovo pacchetto per A500, A600, A1000, A2000 e CDTV con 68000 semplice contiene solo il client testuale, non la GUI. È progettato per caricarsi in circa 1,5 MB e funzionare con circa 2 MB di Fast RAM libera. Il primo accesso si effettua su un Amiga più veloce o in emulazione, poi si copiano telegram-auth.bin e la cartella dati. Un A600 di test con 2 MB Chip, 4 MB Fast e rete PCMCIA lo esegue. Anche il pacchetto AROS aarch64 per Raspberry Pi 4, 400 e 5 è ora distribuito su Aminet, oltre alle altre piattaforme.

Download ufficiali

Il changelog completo e il README sono nel repository GitHub. Segui l’evoluzione del progetto nel diario di sviluppo; la release precedente è raccontata nell’articolo sulla 0.0.95.

AUTORE

Informatico, sviluppatore e sistemista con una lunga storia tra codice, server Linux, retrocomputer e piattaforme e-learning. Su AndroidLab porta uno sguardo tecnico e pragmatico: meno fumo da brochure, più attenzione a infrastruttura, usabilità, privacy, aggiornamenti e conseguenze concrete delle scelte dei produttori.

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