Telegram Amiga 0.0.95: trasferimenti più rapidi

Telegram Amiga alpha 0.0.95, pubblicata il 7 ottobre 2026, è una release di velocità per il client Telegram nativo basato su MTProto. La novità centrale è l’invio e la ricezione di file con più parti in volo contemporaneamente: su hardware reale il trasferimento di prova su Vampire raddoppia circa in entrambe le direzioni, mentre MorphOS registra un netto salto anche sui file da 4 MB.

La 0.0.95 arriva per tutte e sei le piattaforme del progetto: AmigaOS 3.x, AmigaOS 4.x, MorphOS, AROS i386, AROS x86_64 e AROS aarch64. I numeri dipendono da CPU, stack TCP/IP, server e rete: sono misure di test documentate, non una promessa di velocità uguale per ogni installazione.

Download: più richieste in parallelo

Prima ogni parte del file aspettava la risposta del server prima di inviare la successiva. Ora il client mantiene più richieste attive: quattro sui sistemi 68k, due nella build 68000 a memoria ridotta e otto sugli altri target. In download le risposte possono arrivare fuori ordine, quindi il client conserva temporaneamente le parti anticipate e le scrive nella sequenza corretta.

  • Su un Vampire, il client TUI passa da 97 a 191 KB/s nel test di download, con l’attesa Telegram per una parte da 32 KiB scesa da circa 147 ms a circa 1 ms.
  • Su un MorphOS reale, un file da 4 MB viene scaricato a circa 1,35-1,6 MB/s; a settembre circa 88 ms per parte da 64 KiB erano occupati dall’attesa del server.
  • Su desktop, un file di prova da 4 MB scende da 8,6 a 1,8 secondi con quattro richieste, e a circa 0,85 secondi con otto.

L’upload usa una finestra analoga e tiene traccia delle parti non ancora confermate. Se la risposta del server è anomala, il client chiude la connessione e riparte in modo conservativo dalla prima parte non confermata. Nel test su Vampire, 2 MB passano da 112 a 213 KB/s; su MorphOS, un upload da 4 MB sale da circa 210 a 530-590 KB/s. Ogni file di prova caricato è stato riscaricato e confrontato con l’originale.

Una prima apertura meno interminabile

Al primo avvio, aprire una chat con una foto ospitata su un altro datacenter Telegram richiedeva uno scambio crittografico preliminare. Su un 68030 a 14 MHz, nel test con WinUAE la finestra compariva dopo 89 secondi: 74 erano trascorsi prima ancora di mostrarla. Ora la finestra appare dopo circa 14 secondi e lo scambio per le immagini prosegue dopo, una volta per datacenter. Non sparisce il lavoro, ma non resta più nascosto davanti all’interfaccia.

Foto originali, con una scelta consapevole

Nel menu Settings c’è ora l’opzione Full-size photos, disattivata per impostazione predefinita. Il visualizzatore può aprire copie più grandi, fino a 1024 pixel sui 68k e 2048 sugli altri sistemi, adattandole allo schermo. Save photo as… può salvare l’originale conservato da Telegram, che per alcuni upload arriva a 2560 pixel; funziona anche con un JPEG progressivo che il visualizzatore non riesce a mostrare.

Su un 68k questo significa download più lunghi e alcuni megabyte aggiuntivi mentre il visualizzatore è aperto. Per questo la scelta è esplicita e resta disattivata di default; non è un’impostazione da attivare alla cieca su una macchina con poca memoria.

Altre modifiche utili

La TUI può leggere comandi da uno script o da input rediretto, utile anche per prove ripetibili senza intervento da tastiera. La release corregge inoltre la resa di emoji non convertibili in emoticon, mantiene il salvataggio dell’originale fotografico e include controlli che verificano l’ordine dei trasferimenti paralleli e il recupero dopo una risposta inattesa.

Download ufficiali per tutte le piattaforme

I pacchetti Aminet coprono i cinque target AmigaOS 3, AmigaOS 4, MorphOS, AROS i386 e AROS x86_64. AROS ARM64 non ha una voce Aminet: il pacchetto per Raspberry Pi è su The AROS Archives e su GitHub.

Per codice e note complete: repository Telegram Amiga, CHANGELOG e README. Il diario di sviluppo racconta il percorso; puoi confrontare anche la release 0.0.94 che aveva introdotto AROS ARM64 nella distribuzione ufficiale.

Fonti

AUTORE

Informatico, sviluppatore e sistemista con una lunga storia tra codice, server Linux, retrocomputer e piattaforme e-learning. Su AndroidLab porta uno sguardo tecnico e pragmatico: meno fumo da brochure, più attenzione a infrastruttura, usabilità, privacy, aggiornamenti e conseguenze concrete delle scelte dei produttori.

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