Indice della guida
Telegram Amiga Alpha 0.0.97 è disponibile dal 19 ottobre 2026 per sette piattaforme. Questa volta il cambiamento più evidente arriva quando non si sta guardando il client: notifiche nel titolo, popup sullo schermo e un avviso sonoro opzionale permettono di accorgersi dei messaggi senza tenere la finestra davanti. Ma ridurre la release ai popup sarebbe sbagliato: il client testuale guadagna una barra delle chat, le foto pesano meno sul ridisegno dell’A1200 e diversi errori di login, aggiornamento e chiusura vengono corretti.
Il progetto resta un client Telegram non ufficiale, nativo e scritto da zero attorno a MTProto, non un’interfaccia web. Condivide il motore fra GUI Intuition/GadTools e TUI e non richiede MUI, ixemul o AmiSSL. Rispetto alla 0.0.96 dedicata alla reattività dell’A1200, questa versione lavora soprattutto sulla presenza discreta del client e sulla coerenza delle conversazioni.
Notifiche senza rubare il focus
Il titolo della finestra conta i messaggi arrivati nelle altre chat, per esempio con l’indicazione (3 new). Aprire la conversazione azzera il relativo conteggio. Se la finestra è dietro alle altre o iconificata, viene conteggiata anche la chat lasciata aperta: essere selezionata non significa che l’utente la stia leggendo.
Il popup è disegnato dal client, nello stesso modo sui diversi sistemi e senza un servizio di notifiche da installare. Rimane dieci secondi nell’angolo superiore destro, con sfondo grigio scuro, angoli arrotondati, nome della chat nel suo colore e testo bianco. Il carattere si adatta allo schermo, arrivando a 20 punti su uno schermo alto 1080 linee. Un clic apre quella chat e porta avanti la finestra; la sola comparsa del popup non interrompe chi sta scrivendo altrove.
Da Settings > New messages si scelgono Off, Count in title, Count and pop-up o Pop-up with the text, più l’opzione Beep. Sulle macchine adatte il default mostra l’inizio del messaggio; sui classici sotto il 68040 oppure senza scheda grafica il default è il solo conteggio nel titolo. La preferenza scelta nel menu viene conservata. Chi non vuole anteprime leggibili sul Workbench può usare il conteggio o il popup senza testo.
Il suono è un breve motivo riprodotto tramite AHI o il chip audio Amiga. Solo quando nessuno dei due è disponibile si ripiega sul lampeggio dello schermo: il vecchio solo lampeggio era inefficace sui display a 16 o 24 bit. L’avviso sonoro viene emesso una volta per un gruppo di nuovi arrivi, non per ogni aggiornamento interno.
Con le notifiche abilitate, il programma continua a leggere la rete anche iconificato. L’AppIcon mostra un’etichetta come TelegramAmiga (3), il popup appare sul Workbench e un doppio clic riapre la finestra sulla chat con novità. Se si sceglie Off, il client iconificato torna invece a dormire come prima.
La TUI trova le sue chat, anche sul 68000
Sotto la prima riga compare una barra ispirata ai vecchi client IRC: F1 Mario | F2 AmigaIta | F3 .... I tasti F1-F10 cambiavano già chat, ma ora si vede a quale conversazione corrispondono. Le schede mantengono la posizione, quella attiva è evidenziata fra parentesi e una stella segnala i messaggi nuovi finché non si apre la chat. I tasti funzione rispondono anche alla prima richiesta di selezionare un numero di chat.
Con /move 5 1 si porta la quinta chat al primo posto, quindi sotto F1; lo stesso ordine vale nella GUI. Nelle finestre strette, come una console su schermo da 320 pixel, la barra diventa compatta e lascia il nome completo della chat attiva sulla prima riga. Il tasto Help mostra i comandi e una riga ricorda come inviare file; sotto le dodici righe di altezza quella riga viene lasciata ai messaggi.
Anche il resto della TUI è più leggibile: tre righe introduttive anziché l’intero manuale, /help con i comandi quotidiani per primi, prompt con il nome della chat e messaggi propri indicati con You:. Un partecipante sconosciuto diventa someone. Le novità provenienti da gruppi e mittenti fuori dalla propria lista non riversano più righe anonime nella conversazione: vengono contate in alto come (+3 elsewhere) fino a /list. Solo le chat note fanno lampeggiare lo schermo. /list e /chats sono inoltre equivalenti a /peers.
Messaggi di servizio e aggiornamenti più coerenti
Ingressi e uscite dai gruppi, messaggi fissati, cambi di nome o foto, chiamate con durata, videochat, timer di eliminazione e contatti appena iscritti non vengono più ignorati. La GUI li dispone come avvisi centrati; la TUI usa righe come * Anna added Marco. Le azioni non riconosciute restano un generico Service message. Sono informazioni sulla conversazione, non nuove notifiche: vedere una voce relativa a una chiamata non significa poter effettuare chiamate dal client.
- L’orario di un messaggio inviato viene completato al successivo aggiornamento, senza dover riaprire la chat.
- Nei Messaggi salvati i testi del proprio account restano sulla destra anche dopo il caricamento della cronologia; gli inoltri mantengono invece l’aspetto della provenienza.
- Una bozza non interrompe più l’elenco delle chat. Le bozze semplici vengono interpretate; quelle con formattazione, risposte o foto vengono saltate correttamente, senza nascondere le conversazioni successive o lasciare indietro contatori e seconde spunte. Non è l’annuncio di un editor completo di bozze sincronizzate.
- In supergruppi e canali la seconda spunta può arrivare dall’aggiornamento live, senza attendere il controllo periodico.
- Un nuovo messaggio incluso in un blocco di aggiornamenti marca subito la chat, anche se non è il primo evento del blocco.
Foto più leggere da ridisegnare, avatar più nitidi
Sugli schermi a 256 colori o meno, ogni foto inline viene ora preparata in una bitmap nel formato dello schermo e poi copiata con il blitter. Non si ripetono decine di migliaia di riempimenti a ogni ridisegno. La bitmap viene ricostruita quando cambiano dimensioni, qualità o schermo.
Il changelog documenta un passaggio da 2,7-3 secondi a circa 0,45 secondi per ridisegnare una chat con una foto su A1200 stock emulato, 68EC020 a 14 MHz, 640×512 e 32 colori. Preparare la copia iniziale costa circa un quarto di secondo. È una misura del ridisegno in quella configurazione, non del download e non un benchmark nuovo eseguito per questo articolo. Il percorso true colour degli schermi con più colori resta invariato.
Gli avatar delle chat non ancora aperte vengono recuperati uno alla volta nei momenti tranquilli, ogni pochi secondi, dando precedenza alle chat recenti. Un’immagine su un datacenter mai contattato aspetta ancora l’apertura della chat, perché richiederebbe uno scambio di chiavi. Se gli avatar sono disabilitati non cambia nulla. Il changelog riporta che nella VM AROS x86_64 gran parte della lista aveva le immagini complete entro un minuto e mezzo.
Su MorphOS il frame fuori schermo usa ora il formato della scheda grafica: le foto entrano nella composizione prima della copia finale e non lampeggiano più a ogni ridisegno completo. Durante una ricerca, l’intestazione conserva l’avatar della chat aperta anziché prendere quello della riga selezionata. Sui Workbench con pochi colori il focus della lista è incorniciato, quindi rimane visibile anche a quattro colori.
Login, uscita e rete: errori comprensibili
Il login sostituisce le stringhe RPC tagliate con un errore leggibile e un’indicazione pratica: numero non valido con prefisso internazionale da inserire, troppi tentativi con il tempo di attesa, oppure rete irraggiungibile. Un codice scaduto non viene confuso con uno errato: la GUI torna al numero già compilato per chiederne un altro, mentre la TUI lo richiede da sé.
Ctrl-C dalla Shell di avvio, o Break da un’altra Shell, chiude ordinatamente finestra e programma come Amiga+Q. Si evita di lasciare una finestra senza processo dietro, sulla quale un clic poteva compromettere il sistema. Anche l’attesa di rete cede all’interruzione. Su AROS una connessione senza risposta ha finalmente un timeout coerente con gli altri sistemi e può essere interrotta; gli errori descrivono la causa, invece di riportare un fuorviante “No error”.
Su AmigaOS 3 la temporizzazione dei tasti al primo login alimenta l’entropia della nuova chiave di sessione con la risoluzione reale del timer, anziché limitarsi ai secondi. Non significa che la release trasformi ogni emulatore in una sorgente casuale robusta: restano valide le cautele documentate per il primo accesso e la protezione dei file di sessione.
Meno RAM, meno calcoli e nomi leggibili
Il client testuale 68000 passa da 1,53 a 1,32 MB per il caricamento; la GUI AmigaOS 3 risparmia circa 500 KB condividendo buffer che non servono insieme. Questi valori non sostituiscono il requisito pratico del pacchetto 68000, circa 2 MB di Fast RAM libera. Lo scambio di chiavi e la verifica della password a due passaggi richiedono circa il 17% di moltiplicazioni fra grandi numeri in meno, circa 2560 invece di 3072 per una potenza a 2048 bit: non è una garanzia del 17% in meno sull’intero login.
Il file telegram-auth.bin viene scritto quando cambia il salt di sessione, non dopo ogni richiesta. Il 68000 esclude i vecchi comandi Bot API che richiederebbero HTTPS non disponibile in quella build, e lo comunica se vengono richiesti. La finestra di invio foto è centrata sulla principale e prende il focus dopo il primo disegno; il cursore del login ridisegna soltanto il proprio campo.
Cirillico e greco vengono traslitterati in lettere latine, invece di diventare punti interrogativi o sparire. Nella TUI una parola in un alfabeto senza traslitterazione prevista, per esempio ebraico o cinese, diventa un solo punto interrogativo; un testo del tutto illeggibile viene segnalato come (another alphabet). Non è supporto Unicode completo. Le emoji nei nomi diventano emoticon testuali nei punti privi del disegno dedicato: popup, domanda di rimozione chat e titolo del visualizzatore foto.
Sette pacchetti, requisiti e problemi ancora aperti
I download ufficiali sono elencati qui sotto. AmigaOS 3 con GUI richiede almeno un 68020; il pacchetto 68000 contiene solo la TUI e richiede che il primo login venga preparato su un Amiga più veloce o in emulazione, seguendo il manuale. Un ringraziamento a Paolo Arus (DaRkHoRaCe): il lavoro di prove ripetute sull’A600 è stato determinante per rendere disponibile questa variante.
AROS i386 usa ABIv0; la versione x86_64 richiede un sistema compatibile con il trunk SDK e non è intercambiabile con AROS One v0.38. AROS ARM64 usa ABIv1 per Raspberry Pi 4, 400 e 5, con l’immagine nativa dal 22 agosto 2026. Restano le limitazioni del progetto su reazioni, gestione contatti, album, riproduzione multimediale e alcuni download da CDN Telegram.
La roadmap mantiene aperto un raro crash non riprodotto nella VM AROS x86_64, segnalato nuovamente durante le prove del codice 0.0.97: non lo presentiamo come risolto. Anche il lampeggio del menu contestuale MorphOS su schermo proprio resta distinto dalla correzione delle foto inclusa qui. La 0.0.97 è un’alpha, non la beta 0.1.
Per questa pubblicazione sono stati verificati i sette archivi ZIP GitHub, i digest SHA-256 e l’integrità degli archivi. I test hardware e le misure citate provengono dalla documentazione del progetto, non da una nuova sessione di prove. I sette tag puntano allo stesso codice di release; gli aggiornamenti successivi del ramo principale riguardano documentazione e confezionamento e non vengono confusi con nuove funzioni dei binari.
Download ufficiali della 0.0.97
- AmigaOS 3, 68020+: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
- AmigaOS 3, 68000 TUI: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
- AmigaOS 4: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
- MorphOS: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
- AROS i386 ABIv0: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
- AROS x86_64: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
- AROS ARM64, Raspberry Pi: GitHub release, ZIP 0.0.97, Aminet 0.0.97.
Il percorso tecnico completo è nel diario di sviluppo di Telegram Amiga. Il codice e le istruzioni restano disponibili nel repository ufficiale, con licenza MIT.