Con Android 17, i Pixel hanno finalmente una forma di multitasking che non sembra pensata solo per chi ha tre mani e un foglio Excel aperto nell’anima. La novità si chiama App Bubbles: non è la vecchia bolla delle chat, ma una piccola modalità finestra che permette di tenere più app pronte sopra l’app principale.
Il fatto fresco è semplice: Android Central ha pubblicato il 20 giugno 2026 una guida pratica dopo aver provato Bubbles su Pixel, mentre Android Authority aveva già documentato il funzionamento il 17 giugno. Incrociando quelle prove con la documentazione Android Developers, il punto operativo è chiaro: Bubbles è una funzione reale di Android 17, disponibile sui Pixel aggiornati, con una resa più interessante su pieghevoli e tablet grazie alla Bubble Bar.
Prima di usarla, però, conviene capirne il perimetro. Non è Samsung DeX, non è la modalità finestre libera di One UI e non trasforma un telefono piccolo in un desktop. È più modestamente un modo rapido per tenere a portata Gmail, WhatsApp, Maps, Chrome, YouTube Music o un’app di note mentre si lavora su altro. Ed è proprio lì che ha senso: non nella promessa marketing del “multitasking totale”, ma nel micro-flusso quotidiano.
Correlato: se dopo l’aggiornamento il problema non è il multitasking ma la rete, abbiamo già pubblicato una guida sui controlli per 5G e Wi-Fi dopo Android 17 sui Pixel.
Requisiti e compatibilità
Per provare Bubbles serve un Pixel con Android 17 già installato. Sui telefoni tradizionali la bolla resta come elemento flottante richiamabile sopra l’app corrente. Su Pixel Fold, Pixel 9 Pro Fold e Pixel 10 Pro Fold, invece, la gestione diventa più ordinata perché la Bubble Bar si integra nella taskbar del display interno.
La documentazione Android Developers conferma anche il lato sviluppatori: Android 17 tratta Bubbles come una capacità di windowing più ampia, quindi le app devono comportarsi bene in layout ridimensionabili. Tradotto per l’utente: se un’app è scritta con i piedi, dentro una bolla può mostrare interfacce schiacciate, pulsanti scomodi o schermate poco adattive. La colpa non è sempre del Pixel.
Come attivare una bolla app
- Verifica di avere installato Android 17 da Impostazioni > Sistema > Aggiornamento software.
- Apri il drawer delle app o torna alla schermata Home.
- Tieni premuta l’icona dell’app che vuoi trasformare in bolla.
- Nel menu rapido tocca l’opzione Bubble o l’icona relativa, se il testo non compare.
- Ripeti la procedura per le altre app che vuoi tenere nello stesso gruppo.
- Se il gruppo non si crea automaticamente, usa il pulsante “+” nel pannello delle bolle per aggiungere app disponibili.
Il limite pratico riportato dalle prove è importante: puoi tenere fino a cinque app nel gruppo. Se provi ad aggiungerne altre, il sistema tende a sostituire una bolla esistente. È una scelta sensata per non trasformare lo schermo in una mensola digitale piena di roba lasciata lì “un attimo”.
Come chiudere o gestire le bolle
Per usare una bolla basta toccarla: l’app si apre in una finestra sopra ciò che stavi facendo. Toccando fuori dalla finestra torni all’app sottostante. Per eliminare una singola bolla, aprila, entra nella gestione e usa il comando di chiusura. Per liberare tutto il gruppo, trascina l’icona della bolla verso il pulsante di chiusura in basso.
Su pieghevoli e tablet la logica cambia leggermente: la bolla può rimanere nella barra inferiore e sparire dalla vista quando non serve. È il caso d’uso più pulito, perché lo spazio extra permette alla funzione di respirare. Su uno smartphone compatto, invece, Bubbles è utile ma va tenuta sotto controllo: troppe finestre su un display piccolo diventano subito ginnastica digitale.
Problemi comuni e cosa controllare
Se non vedi l’opzione Bubble, controlla prima di tutto che il telefono sia davvero su Android 17 stabile e non su una build precedente. Poi prova da drawer app e non solo dalla schermata recenti: al momento la creazione passa dal menu dell’icona, non dal selettore app come accade per split screen.
Se un’app dentro la bolla appare male, prova un’app diversa prima di accusare l’intera funzione. Bubbles dipende molto da come l’app gestisce finestre, dimensioni e rotazioni. Se invece il sistema rallenta, riduci il numero di app nel gruppo e chiudi quelle pesanti: video, mappe, social e browser insieme possono chiedere parecchio a RAM e GPU, soprattutto su modelli non recentissimi.
Cosa cambia davvero
Il cambiamento vero non è “Android copia le finestre del PC”, perché sarebbe una lettura pigra. La cosa interessante è che Google sta rendendo ufficiale una zona intermedia tra app a schermo pieno, split screen e desktop mode. Per chi usa il Pixel come strumento di lavoro leggero, Bubbles può ridurre il continuo avanti-indietro tra app. Per chi vuole una gestione da power user, Samsung resta più avanti. La notizia buona è che Android stock non è più completamente nudo su questo fronte.
In breve
- Bubbles arriva con Android 17 e permette di trasformare app compatibili in finestre flottanti.
- La procedura parte dal menu rapido dell’icona app, non dalla schermata recenti.
- Il gruppo può contenere fino a cinque app, quindi meglio scegliere strumenti davvero ricorrenti.
- Su Pixel Fold e tablet la Bubble Bar rende l’esperienza più ordinata rispetto ai telefoni compatti.
- Se un’app si vede male, il problema può dipendere dalla sua gestione dei layout adattivi.