Se nelle impostazioni di Android hai notato che Android AICore occupa improvvisamente più spazio del previsto, non è detto che ci sia un bug o un’app impazzita. Google ha spiegato che il servizio può mostrare picchi temporanei durante gli aggiornamenti in background dei modelli AI locali: in pratica il telefono può tenere per un periodo più componenti, cache o pacchetti necessari a preparare la nuova versione.
Il punto importante è che AICore non è una normale app “da pulire” a istinto: è il servizio di sistema che abilita funzioni basate su Gemini Nano direttamente sul dispositivo. Serve per eseguire alcune operazioni AI senza mandare tutto al cloud, con vantaggi su privacy, latenza e uso offline, ma anche con un costo pratico: i modelli generativi occupano memoria e possono richiedere download corposi.
Come verificare quanto spazio usa AICore
Il controllo più semplice parte dalle impostazioni del telefono. Su Pixel e su molti Android recenti il percorso è simile: apri Impostazioni, entra in App, mostra anche le app di sistema se necessario e cerca “Android AICore”. Da lì puoi controllare spazio usato, versione installata e stato dell’app. I nomi esatti dei menu possono cambiare in base al produttore, quindi su Samsung, Motorola o altri brand il percorso può essere leggermente diverso.
Prima di intervenire, verifica anche gli aggiornamenti del sistema e del Play Store: AICore lavora insieme ai componenti Google, ai Play system update e alle app che usano l’AI locale. Se lo spazio è salito dopo un update, conviene aspettare qualche ora o un ciclo di riavvio prima di trarre conclusioni. La spiegazione ufficiale parla infatti di aumento temporaneo durante gli aggiornamenti in background, non di una crescita permanente garantita.
Cosa puoi fare se lo spazio resta alto
La procedura sensata è questa: controlla lo spazio disponibile generale, riavvia il telefono, aggiorna Google Play services e le app Google, poi ricontrolla AICore. Se il valore resta anomalo per giorni, puoi valutare la cancellazione della cache dell’app di sistema, dove disponibile, evitando però mosse aggressive come disattivazioni forzate o rimozioni tramite strumenti avanzati. Su telefoni che usano funzioni AI locali, disabilitare AICore può rompere riepiloghi, risposte intelligenti, strumenti di scrittura o altre funzioni integrate.
Chi ha un telefono con poca memoria interna deve considerare anche un limite molto concreto: l’AI on-device non è “gratis” dal punto di vista dello storage. Un modello locale offre più controllo e può lavorare anche senza rete, ma richiede spazio persistente e aggiornamenti periodici. Se hai un dispositivo da 128 GB pieno di foto, video e app pesanti, AICore può diventare visibile proprio perché il margine libero è già ridotto.
Cosa cambia davvero
La novità utile non è tanto “AICore occupa spazio”, cosa prevedibile, ma il fatto che Google stia chiarendo perché questi picchi compaiono nelle impostazioni. Per gli utenti Android significa due cose: primo, non bisogna confondere ogni aumento con un malfunzionamento; secondo, le funzioni AI locali stanno diventando abbastanza centrali da meritare manutenzione, controlli e spazio dedicato. In altre parole, l’AI locale su Android va trattata come un componente di sistema, non come un effetto speciale appiccicato sopra.
Il taglio pratico è semplice: se hai un Pixel recente o un Android 14+ compatibile, AICore può essere normale anche quando pesa più del previsto. Se però lo spazio resta alto a lungo, il telefono rallenta o gli aggiornamenti falliscono, allora ha senso fare troubleshooting ordinato invece di cancellare cose a caso nel grande rituale tribale della “pulizia memoria”.
Correlato: abbiamo già visto un caso simile di AI locale e funzioni sperimentali con Google COSMO su Android e Gemini Nano, utile per capire perché Google sta spostando sempre più logica AI direttamente sui dispositivi.
In breve
- AICore può aumentare temporaneamente lo spazio usato durante aggiornamenti in background.
- Il servizio abilita funzioni basate su Gemini Nano e AI eseguita sul dispositivo.
- La disponibilità dipende da Android 14+, modello del telefono, produttore e rollout Google.
- Prima di cancellare dati o disattivare componenti, conviene aggiornare, riavviare e ricontrollare.
- Se lo spazio resta anomalo per giorni, meglio procedere con troubleshooting mirato e non con pulizie aggressive.