Se negli ultimi giorni la ricerca di Google Photos sembra meno precisa del solito, il problema potrebbe non essere la vostra libreria: potrebbe essere Ask Photos. La funzione basata su Gemini e’ pensata per domande naturali, ma diversi utenti stanno segnalando il caso opposto a quello promesso: ricerche semplici che prima trovavano subito uno screenshot, un testo OCR o una foto specifica ora diventano piu’ lente, verbali e meno prevedibili.




Il punto pratico e’ semplice: se vi serve ritrovare rapidamente una foto, non dovete per forza accettare che l’AI faccia da intermediario. Su Android si puo’ disattivare Ask Photos e tornare a un comportamento piu’ vicino alla ricerca classica, lasciando attive solo le funzioni Gemini che vi servono davvero. E’ una piccola scelta di igiene operativa: quando una funzione intelligente peggiora il flusso, si spegne. Senza drammi, senza inchinarsi al pulsante scintillante.
Il caso e’ stato rilanciato da Android Authority e PhoneArena tra il 1 e il 2 giugno 2026, dopo nuove lamentele pubbliche su risultati irrilevanti, descrizioni AI inutili e ricerca testuale meno immediata. La documentazione Google, intanto, continua a presentare Ask Photos come una funzione sperimentale: puo’ produrre risultati inattesi, dipende dalla disponibilita’ regionale e richiede alcuni requisiti di account e impostazioni. Tradotto in lingua da laboratorio: non e’ una base solida su cui appoggiare l’intero recupero delle foto se il vostro archivio e’ grande o se cercate spesso testi dentro screenshot e documenti.
Quando conviene disattivare Ask Photos
Non serve spegnere tutto al primo risultato storto. Conviene intervenire quando vedete uno di questi sintomi: parole semplici che non trovano piu’ le foto corrette, ricerche OCR dentro screenshot che diventano imprecise, risposte descrittive al posto di risultati concreti, tempi di attesa superiori al vecchio flusso o ricerca che prova a interpretare il contesto quando vi basta una corrispondenza secca.
La differenza e’ importante: Ask Photos puo’ essere utile per domande complesse, tipo “foto del viaggio in cui eravamo al mare con il cane”. Ma se cercate “boarding pass”, “fattura”, “numero targa”, “menu” o il nome di un locale dentro uno screenshot, la modalita’ conversazionale rischia di essere sovradimensionata. L’AI non deve essere un casellante messo davanti a ogni casello, soprattutto quando la strada vecchia era piu’ corta.
Come disattivare Ask Photos su Android
La procedura e’ questa:
- Aprite l’app Google Photos sul telefono Android.
- Toccate l’immagine del profilo o l’iniziale dell’account in alto a destra.
- Entrate in Photos settings.
- Aprite Preferences.
- Selezionate Gemini features in Photos.
- Disattivate Ask Photos, oppure il toggle indicato come Search with Ask Photos se presente nella vostra versione.
- Tornate alla scheda di ricerca e provate una query semplice, per esempio una parola presente in uno screenshot.
Il nome preciso del toggle puo’ cambiare leggermente in base al rollout, alla lingua e alla versione dell’app. Se non vedete il menu, controllate prima che Google Photos sia aggiornato dal Play Store. Se ancora non compare, e’ possibile che Ask Photos non sia disponibile sul vostro account, nella vostra regione o che il rollout non sia ancora arrivato. In quel caso il problema potrebbe dipendere da un’altra modifica dell’interfaccia o da un bug temporaneo, non da Ask Photos attivo.
Cosa controllare dopo lo switch
Dopo aver spento Ask Photos, fate tre prove rapide. Cercate una persona o un animale gia’ riconosciuto dall’app, poi una parola leggibile in uno screenshot, infine un luogo o una data approssimativa. Se i risultati tornano piu’ rapidi e coerenti, il collo di bottiglia era quasi certamente la modalita’ AI. Se invece non cambia nulla, controllate backup, indicizzazione e permessi dell’app: una libreria appena migrata, foto non ancora caricate o dati locali corrotti possono generare sintomi simili.
Vale anche la pena verificare le impostazioni privacy. La pagina ufficiale Google spiega che le funzioni Gemini in Photos usano informazioni della libreria, gruppi di volti, etichette e contesto dell’account per produrre risposte. Google dichiara che i dati personali in Photos non vengono usati per annunci pubblicitari e che non addestra modelli generativi esterni a Photos con quei dati, ma questo non elimina la questione pratica: se una funzione non vi serve, tenerla attiva aumenta superficie, complessita’ e possibilita’ di risultati strani. Meno magia inutile, piu’ controllo.
Requisiti e limiti da tenere a mente
Ask Photos non e’ universale. Secondo Google, la disponibilita’ dipende da paese, lingua, idoneita’ dell’account e configurazioni come Face Groups. Serve anche l’adesione alle funzioni Gemini in Photos. Questo significa che due telefoni Android apparentemente identici possono mostrare menu diversi. Prima di impazzire dietro una guida, controllate account, versione dell’app, area geografica e lingua impostata.
Il limite piu’ concreto, pero’, non e’ tecnico ma funzionale: Ask Photos e’ pensato per domande ricche, non per ogni ricerca. AndroidLab lo tratterebbe come si tratta un servizio in produzione: se introduce latenza e falsi positivi su un lavoro frequente, si mette dietro un toggle e si usa solo quando il caso lo giustifica. L’AI utile e’ quella che sparisce quando non serve, non quella che pretende applausi a ogni ricerca di una ricevuta.
Cosa cambia davvero
Per chi usa Android tutti i giorni, questa non e’ una notizia da “Google ha rotto tutto”, ma una lezione di configurazione. Le app stanno infilando AI dentro funzioni che prima erano semplici: ricerca, posta, foto, note, messaggi. A volte il salto e’ reale, a volte e’ solo una scorciatoia piu’ lenta con un nome piu’ futuristico. Qui la scelta sensata e’ misurare il risultato: se Ask Photos vi aiuta nelle ricerche complesse, tenetelo; se peggiora le ricerche secche, spegnetelo e tornate al metodo che funziona.
Il collegamento con la guida recente su Google Photos e Takeout incrementale e’ diretto: Photos ormai non e’ solo una galleria, ma un pezzo critico del nostro archivio personale. Backup, esportazione, ricerca e privacy vanno trattati come parti dello stesso sistema. Quando il sistema non trova piu’ bene quello che conserva, non e’ un fastidio estetico: e’ un problema operativo.
In breve
- Le segnalazioni recenti indicano che Ask Photos puo’ peggiorare alcune ricerche semplici in Google Photos.
- Su Android potete disattivarlo da Photos settings, Preferences, Gemini features in Photos.
- La ricerca classica resta preferibile per parole chiave, OCR negli screenshot, date e luoghi semplici.
- Ask Photos puo’ restare utile per domande complesse, ma va trattato come funzione sperimentale.
- Se il menu non compare, controllate aggiornamento app, regione, account e requisiti indicati da Google.