Quick Tap è una di quelle piccole funzioni Pixel che sembrano marginali finché non mancano: un doppio tocco sul retro del telefono per aprire la fotocamera, fare uno screenshot, accendere la torcia o richiamare un’app. La notizia fresca è che Android Authority ha rilanciato una soluzione pratica per portare un comportamento simile anche fuori dai Pixel: Tap, Tap, app open source distribuita via GitHub e pensata per trasformare il retro dello smartphone in un pulsante software configurabile.



Il punto interessante, lato AndroidLab, non è “installiamo l’ennesima app furba”. È capire quando ha senso farlo, quali permessi servono e dove sono i limiti. Tap, Tap nasce come porting della gesture dei Pixel con Android 12, ma il progetto dichiara supporto a dispositivi Android 7.0+, purché abbiano accelerometro e giroscopio. Questo apre la porta anche a telefoni non recentissimi, ma non significa compatibilità magica: cover spesse, sensori mediocri, ottimizzazioni aggressive del produttore e ROM molto personalizzate possono cambiare parecchio il risultato.
La procedura è abbastanza lineare. Si scarica l’APK dalla pagina Releases del progetto GitHub, si autorizza l’installazione dalla fonte scelta e si avvia la configurazione guidata. Dopo l’installazione, però, arrivano i passaggi importanti: l’app richiede permessi di accessibilità, può chiedere la visualizzazione sopra altre app e va esclusa dall’ottimizzazione batteria se il sistema tende a chiuderla in background. Su alcuni telefoni Samsung la voce può apparire come “Appear on top”; su altri Android cambia leggermente il nome, ma il concetto resta quello.
Una volta attiva, Tap, Tap permette di configurare doppio e triplo tocco separatamente. Le azioni disponibili coprono scenari comuni come torcia, screenshot, apertura di app, scorciatoie, assistente, controlli multimediali e, con strumenti aggiuntivi come Shizuku o root, anche funzioni più profonde di sistema. La parte davvero utile è il sistema dei “gates”, cioè condizioni che bloccano la gesture in certe situazioni: tastiera aperta, schermo spento, app specifiche in primo piano, musica in riproduzione o altri stati configurabili.
In pratica conviene partire semplice. Un buon setup iniziale può essere: doppio tap per torcia quando il telefono è bloccato, doppio tap per screenshot quando lo schermo è acceso, triplo tap per aprire una scorciatoia usata spesso. Dopo qualche giorno si regolano sensibilità e dimensione dispositivo nelle impostazioni dell’app. Se partono tocchi accidentali, il problema non si risolve aggiungendo altre azioni a caso — entropia, la solita bestia — ma abbassando la sensibilità e usando meglio le condizioni.
Cosa cambia davvero per chi usa Android tutti i giorni? Quick Tap resta più pulito quando è integrato dal produttore, ma Tap, Tap offre una flessibilità che molti telefoni non hanno. Per power user e utenti pragmatici è un modo rapido per aggiungere un “tasto” invisibile senza comprare un nuovo dispositivo. Il compromesso è chiaro: essendo un APK esterno al Play Store, va installato solo dalla pagina ufficiale del progetto, va aggiornato manualmente e va trattato come componente di automazione con permessi sensibili, non come giochino da provare e dimenticare.
Per evitare problemi, il mini-runbook è questo: scaricare solo da GitHub ufficiale, controllare che il telefono abbia sensori adeguati, concedere i permessi richiesti uno alla volta, disattivare il risparmio energetico solo per Tap, Tap, testare una singola azione, poi aggiungere le altre. Se la gesture non risponde, prima si prova a cambiare modello/sensibilità; se invece risponde troppo spesso, si lavora su gates e condizioni. Su telefoni aziendali o molto bloccati, meglio fermarsi: un’app laterale con permessi di accessibilità potrebbe non essere compatibile con le policy MDM.
Chi arriva da Pixel può vederla come una versione più ricca di alcune personalizzazioni Pixel attese con Android 17; chi usa Samsung può confrontarla con Good Lock/RegiStar. La differenza è che Tap, Tap prova a essere trasversale, mentre le soluzioni del produttore sono più integrate ma chiuse nel loro ecosistema. Come spesso accade su Android: più libertà, più responsabilità, meno marketing lucido a coprire le viti.
In breve
- Quick Tap può essere replicato su molti telefoni Android con Tap, Tap.
- L’app richiede sensori compatibili, APK da GitHub e permessi delicati.
- Le condizioni “gates” aiutano a ridurre le false attivazioni.
- È una soluzione potente, ma meno integrata rispetto alle funzioni native Pixel o Samsung.
Fonti
- Android Authority — How to add Google’s Quick Tap gesture to any Android phone (11 maggio 2026)
- GitHub — KieronQuinn/TapTap (consultata 11 maggio 2026)