Telegram Amiga Alpha 0.0.91: foto con didascalie e GUI

Telegram Amiga alpha 0.0.91 è disponibile dal 27 agosto 2026 per AmigaOS 3.x, AmigaOS 4.x, MorphOS, AROS i386 e AROS x86_64. È la prima release di rifinitura dopo la 0.0.9 delle foto inline: non prova ad aggiungere un altro blocco gigantesco al client, ma rende più coerenti le funzioni già arrivate e chiude problemi che si vedono solo usando davvero il programma.

Il punto più concreto è l’invio delle foto. La 0.0.9 aveva già introdotto l’upload JPEG come foto Telegram nativa; ora la scelta passa da un dialogo dedicato con nome e dimensione del file, campo didascalia e tre azioni esplicite: Photo, File e Cancel. Invio conferma, Escape annulla, e il testo già presente nel composer non sparisce finché l’upload non parte. È una piccola differenza d’interfaccia, ma evita uno dei modi più stupidi in cui un client può perdere lavoro dell’utente.

Telegram Amiga resta un client MTProto nativo in C, con GUI Intuition/GadTools e TUI sullo stesso motore. Non è un wrapper web e non è Telegram Desktop ricompilato: il progetto implementa il protocollo Telegram dal basso, mantenendo una base portabile su cinque piattaforme Amiga-family con runtime, ABI, grafica e limiti hardware differenti.

Invio foto: finalmente c’è una decisione esplicita

Quando si seleziona un JPEG dalla GUI, dal requester o con un drop Workbench, il client apre ora un vero send-photo dialog. Il pannello mostra il nome e la dimensione del file e recupera nel campo caption il testo che l’utente stava componendo. Da lì si può scegliere se inviare il contenuto come foto, come documento oppure annullare l’operazione.

La stessa superficie viene usata dai tre percorsi d’ingresso: menu, file requester e Workbench drop. Il comportamento è quindi coerente anche quando il file arriva da una directory del Workbench invece che dal menu Telegram. La didascalia viaggia nel campo caption di messages.sendMedia; la conversione dal charset della piattaforma a UTF-8 conserva anche gli accenti.

Il limite dei file grandi resta dichiarato: sopra 10 MiB, il JPEG passa al fallback come documento. Anche in quel caso la didascalia non viene persa. Nel client testuale la sintassi è /photo <path> , quindi il testo successivo al percorso diventa la didascalia dell’immagine.

La scelta Cancel è importante quanto le altre due. Il file non viene toccato, il draft resta nel composer e non parte un upload accidentale. È una correzione di usabilità più sostanziale di molte feature presentate con fanfara: il sistema deve proteggere l’intenzione dell’utente prima di fare qualcosa di irreversibile.

Una conversazione più leggibile

La GUI ora raggruppa i messaggi consecutivi dello stesso mittente. Il nome compare una sola volta all’inizio della sequenza, come nei client desktop moderni. Oltre a rendere la cronologia più naturale, questo recupera spazio verticale prezioso su finestre piccole e riduce il rumore nelle chat molto attive.

L’header della chat aperta mostra l’avatar del peer accanto al nome. Il disegno segue quello della riga nella sidebar: quando esiste una foto viene usata quella, altrimenti entrano in gioco le iniziali colorate. Il risultato pratico è banale ma utile: la testata risponde subito alla domanda “in quale chat sono?” senza costringere l’occhio a cercare la riga selezionata nella colonna laterale.

Anche il resto della chrome grafica è stato riallineato: avatar e badge unread diventano cerchi e pillole, il pulsante per saltare ai nuovi messaggi è un disco e gli angoli delle bolle vengono tagliati in modo coerente. Sui display che permettono di ottenere pen esatti compare un anello di fusione di un pixel; sulle palette più limitate resta il bordo netto, perché simulare un’anti-aliasing inesistente sarebbe solo teatro.

Correzioni nate dall’uso reale

Il gruppo più interessante di fix riguarda il testo dentro gli elementi grafici. Caret, strip delle risposte, contatori unread e iniziali degli avatar usavano tutti una baseline approssimata dalla line-height. Con font più alti, soprattutto su MorphOS, il difetto diventava evidente: il testo sembrava galleggiare o appoggiarsi fuori centro. La 0.0.91 ricava la posizione dalla metrica reale del font e allinea i quattro casi con la stessa logica.

La cache delle foto è ora più onesta quando qualcosa va storto. Se una voce sembra scritta ma il file sparisce subito dopo, il client registra il fallimento invece di tentare un nuovo fetch a ogni repaint per sempre. Un volume pieno o stanco non viene più trasformato in un loop invisibile di richieste.

Sul 68000 liscio, il bootstrap della lista chat inserisce una breve pausa tra i round di download. Non è un rallentamento casuale: serve a dare respiro a una scheda di rete PCMCIA e impedire che una sequenza continua di richieste monopolizzi la macchina. Il progetto tratta il tempo della CPU e quello dello stack di rete come risorse reali, non come numeri astratti.

Pacchetti più piccoli, test ancora presenti dove servono

La release rimuove gli offline self-test dai binari distribuiti su tutti i cinque percorsi Amiga. I test continuano a essere eseguiti dalla CI sul binario host; i pacchetti finali conservano invece la diagnostica utile sul campo. Il risultato dichiarato dal changelog è una riduzione delle dimensioni nell’ordine del 15%: circa 110 KB su AmigaOS 3, 136 KB su MorphOS, 178 KB su AmigaOS 4 e 128 KB sui due target AROS.

La distinzione è sensata per un software che deve attraversare floppy, dischi lenti, emulatori e sistemi con memoria limitata. Un test offline completo è prezioso durante lo sviluppo, ma non deve diventare zavorra permanente per ogni utente. Se si prova a invocare un self-test su un build distribuito senza quella sezione, il programma lo dichiara esplicitamente invece di far finta che il controllo sia stato eseguito.

La 0.0.91 nel percorso verso la beta

La roadmap non presenta la 0.0.91 come una versione “quasi beta”. È il primo gradino della serie 0.0.9x, pensata per portare le nuove funzioni davanti a macchine reali e lasciare che il ciclo di validazione riparta dopo ogni release. La beta 0.1.0 non arriverà semplicemente perché il calendario lo dice: richiede un ciclo tranquillo, nessun freeze noto sui cinque target, revisione avversariale e documentazione aggiornata.

Il prossimo blocco è previsto come 0.0.92 e riguarda i contenuti in ingresso: parsing di messageMediaWebPage per mostrare titolo o sito e una prima riga di descrizione, eventuale foto del link alimentata dalla pipeline già esistente e, se il ciclo lo consente, gestione degli aggiornamenti tardivi con updateWebPage. La roadmap precisa anche i limiti: i preview dipendono dai metadati che Telegram riesce a costruire; un link senza metadati resta semplicemente un link.

La 0.0.93 è dedicata all’invio: picker delle emoji e supporto alle immagini non JPEG, con PNG come primo formato. L’upload è già concettualmente indipendente dal formato; il lavoro consiste nel riconoscimento, nella validazione e nella risposta leggibile agli errori Telegram. Più avanti c’è anche l’IFF ILBM, interessante per un sistema Amiga ma non inviabile direttamente come foto Telegram: servirebbe un encoder PNG interno, probabilmente con blocchi deflate non compressi per mantenere il client piccolo.

La 0.0.94 raccoglierà invece velocità e difetti aperti: misurazione del collo di bottiglia nei trasferimenti, due problemi di popup su MorphOS, velocità delle foto sotto AfA_OS e verifica in due passaggi sui 68k lenti. Restano fuori dalla numerazione principale il crash hunt del 68000, che dipende dai log sul campo, e il disegno delle emoji dentro il transcript, rimandato perché il renderer è proprio il punto dove AfA_OS ha già dimostrato di poter mordere.

Download ufficiali

Per la community Amiga il canale principale di download è Aminet: è il catalogo storico e più naturale per trovare software Amiga direttamente dall’ecosistema. I cinque pacchetti ufficiali della 0.0.91 sono disponibili qui:

Come distribuzione parallela e riferimento per sorgenti e prerelease, le stesse build sono disponibili anche su GitHub:

Il repository ufficiale contiene sorgenti, README, CHANGELOG e roadmap. Per il contesto delle release precedenti si può consultare il capitolo 0.0.9 sulle foto inline e il diario di sviluppo Telegram Amiga.

Cosa cambia davvero

La 0.0.91 non cambia la promessa del progetto: la rende più credibile. Il dialogo per l’invio foto protegge il testo dell’utente e porta le didascalie sia nel percorso foto sia nel fallback documento. Il grouping, l’avatar nell’header e la chrome arrotondata fanno sembrare la GUI meno una raccolta di primitive e più un client coerente. I fix su cache, baseline, event loop e 68000 affrontano invece il terreno dove i bug non si vedono in una demo, ma arrivano puntuali quando il software incontra una macchina vera.

La parte più importante è forse la disciplina della roadmap. 0.0.92, 0.0.93 e 0.0.94 hanno confini espliciti; 0.1.0 non aggiunge feature, ma pretende una quiete verificata. Per un client MTProto nativo su hardware Amiga, è una scelta più seria di inseguire una lista infinita di spunte. Prima il sistema deve smettere di sorprendere chi lo usa. Poi potrà guadagnarsi il nome di beta.

In breve

  • Telegram Amiga alpha 0.0.91 è disponibile dal 27 agosto 2026 per cinque target Amiga-family.
  • Nuovo dialogo per l’invio foto con nome, dimensione, didascalia e azioni Photo, File e Cancel.
  • Le didascalie UTF-8 funzionano per foto native e fallback documento sopra 10 MiB; TUI: /photo <path> .
  • Avatar della chat nell’header, grouping dei mittenti consecutivi e chrome grafica con cerchi, pillole e bolle arrotondate.
  • Corretto l’allineamento di caret, reply strip, unread badge e iniziali avatar con la metrica reale del font.
  • Cache foto più affidabile quando il file sparisce dopo la scrittura e bootstrap 68000 meno aggressivo con la rete PCMCIA.
  • Self-test offline rimossi dai pacchetti per ridurre i binari; la CI continua a eseguirli sul build host e la diagnostica sul campo resta disponibile.
  • Roadmap: link preview e media in ingresso nella 0.0.92, emoji/PNG nella 0.0.93, velocità e difetti aperti nella 0.0.94, poi il gate beta 0.1.0.
  • Download ufficiali: GitHub Releases 0.0.91.

Fonti e materiali

AUTORE

Informatico, sviluppatore e sistemista con una lunga storia tra codice, server Linux, retrocomputer e piattaforme e-learning. Su AndroidLab porta uno sguardo tecnico e pragmatico: meno fumo da brochure, più attenzione a infrastruttura, usabilità, privacy, aggiornamenti e conseguenze concrete delle scelte dei produttori.

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