Murena ha presentato /e/OS 4 con una promessa molto precisa: rendere meno traumatico il passaggio da un telefono Android pieno di servizi Google a un ambiente più indipendente. Il punto interessante non è lo slogan “degoogled”, che nel 2026 è ormai una parola buona per far litigare mezza internet. Il punto pratico è capire cosa si può migrare davvero, su quali telefoni ha senso provarci e dove invece conviene fermarsi prima di trasformare una scelta di privacy in un piccolo progetto di recupero dati non richiesto.




La novità più visibile è la migrazione semplificata: Murena parla di passaggi più guidati per portare email, contatti, calendario e file verso Murena Workspace, con one-click migration, inoltro automatico della posta e un nuovo sistema Murena Backup. Sulla carta è esattamente il tassello che mancava a molti utenti curiosi: non tutti vogliono flashare ROM alle due di notte, importare file .vcf a mano e poi scoprire che il calendario condiviso con la famiglia è rimasto a metà. Strano, lo so: la gente normale preferisce che il telefono funzioni.
Prima domanda: quale telefono hai?
Prima di pensare alla migrazione, va chiarita una cosa secca: /e/OS non è un aggiornamento generico installabile su qualunque Android. Può arrivare preinstallato su dispositivi Murena o supportati direttamente, oppure può essere installato manualmente solo su modelli compatibili. Qui la verifica non è decorativa: modello esatto, variante regionale, stato del bootloader, supporto ufficiale o community build e versione di Android di partenza cambiano completamente il rischio.
La checklist minima è questa:
- controlla il modello preciso in Impostazioni > Info sul telefono, non solo il nome commerciale;
- verifica sul sito Murena o sulla documentazione /e/OS se esiste una build per quel modello;
- se il telefono è già Murena, usa il percorso OTA e non improvvisare flash manuali;
- se è un telefono Android standard, considera che sblocco bootloader, wipe e garanzia possono entrare in gioco;
- prima di qualunque passaggio, esporta dati critici anche fuori dal cloud: foto, WhatsApp, autenticatore, documenti e contatti.
Seconda domanda: cosa vuoi togliere da Google?
“Senza Google” non significa automaticamente “senza compromessi”. /e/OS sostituisce molte funzioni con servizi Murena, microG e app alternative, ma una parte dell’esperienza Android moderna nasce proprio dall’integrazione con Google Play Services: notifiche push, app bancarie, login, mappe, pagamenti, DRM, sincronizzazioni e compatibilità con accessori. Per questo la scelta va fatta per obiettivo, non per bandiera.
Se vuoi ridurre tracciamento, account collegati e dipendenza da Google Drive, il nuovo flusso di migrazione può essere molto interessante. Se invece ti servono Google Wallet, app aziendali gestite, Android Auto senza sorprese o applicazioni bancarie particolarmente rigide, devi fare una prova controllata o tenere un piano B. Il punto AndroidLab è brutale ma utile: privacy e compatibilità reale non sono sempre allineate. Meglio scoprirlo prima del viaggio, non davanti al POS.
Procedura consigliata per una migrazione pulita
Il percorso sensato è in cinque fasi. Primo: fai inventario degli account usati davvero, non di quelli che “forse servono”. Secondo: esegui backup separati, perché un backup unico è comodo finché non è l’unica copia rotta. Terzo: esporta contatti e calendari in formati standard, così non dipendi da un solo provider. Quarto: installa o aggiorna /e/OS solo dopo aver verificato batteria, spazio libero e rete stabile. Quinto: dopo il primo avvio, controlla una per una le app critiche, partendo da messaggistica, banca, autenticazione a due fattori, mappe e lavoro.
Su /e/OS 4 vale la pena controllare in particolare App Lounge, sincronizzazione account, backup Murena, inoltro email e permessi delle app. Non dare per scontato che una app installata significhi una app pienamente funzionante. Alcuni servizi possono aprirsi, ma perdere notifiche, login biometrico o funzioni legate a Google. È la classica differenza tra “parte” e “lo userei come telefono principale”. In produzione, anche domestica, è una differenza gigantesca.
Cosa cambia davvero
Per chi usa Android, /e/OS 4 sposta il tema “degooglare il telefono” da esperimento per smanettoni a opzione più leggibile per utenti motivati. Non elimina la complessità, ma prova a metterla in un flusso guidato: migrazione dati, backup, workspace e telefoni già pronti. Questo è il passo importante. La privacy non diventa mainstream quando è perfetta; diventa praticabile quando smette di richiedere un fine settimana libero e una tolleranza al rischio da laboratorio clandestino.
Resta però un confine chiaro: se il telefono è uno strumento di lavoro, se dipendi da app bancarie o se non hai tempo per verificare tutto, non trattare /e/OS come una skin qualunque. È un cambio di ecosistema. Può essere una scelta molto sensata, ma va fatta con metodo. Correlato: AndroidLab ha già analizzato il caso Fairphone 6 con /e/OS, utile per capire perché hardware riparabile, supporto lungo e software degoogled vanno valutati insieme, non a compartimenti stagni.
Problemi comuni e soluzioni rapide
- Non trovo il mio modello: non usare build simili “quasi uguali”; aspetta supporto ufficiale o community affidabile.
- Le notifiche arrivano in ritardo: controlla ottimizzazione batteria, permessi in background e compatibilità dell’app con microG.
- La banca non funziona: verifica se l’app richiede Play Integrity, Google Wallet o servizi Google non sostituibili.
- Android Auto dà problemi: prova prima con un secondo telefono o tieni il telefono principale su Android stock se lo usi ogni giorno.
- Ho paura di perdere dati: esporta tutto in locale prima della migrazione e conserva una copia offline per qualche settimana.
In breve
- /e/OS 4 rende più semplice la migrazione da Google, ma non è un aggiornamento universale per tutti gli Android.
- Prima di installarlo bisogna verificare modello, build disponibile, bootloader, backup e app critiche.
- Murena Workspace, migrazione guidata e backup riducono l’attrito, ma non cancellano i limiti di compatibilità.
- Le app bancarie, Android Auto, notifiche push e servizi con Play Integrity sono i controlli più importanti.
- Il modo corretto di provarlo è trattarlo come cambio di ecosistema, non come tema grafico con più privacy.
Fonti
- Android Central — 12 giugno 2026
- Murena — 11 giugno 2026
- WIRED — febbraio 2026, consultata il 14 giugno 2026