Google sta distribuendo un controllo più fine sui backup Android: invece del solito interruttore “salva tutto”, alcuni telefoni mostrano ora una sezione App data con i toggle per decidere quali app possono continuare a salvare dati nel proprio account Google. È una modifica piccola solo in apparenza: quando lo spazio Google One finisce o quando si passa a un telefono nuovo, il backup “attivo” non basta a capire cosa sia davvero recuperabile.
La novità è stata avvistata su Pixel da 9to5Google e su Galaxy da SamMobile. Il percorso non è identico su tutti i dispositivi, ma la logica è simile: nelle impostazioni di backup Google compare un elenco delle app con dati salvati, dimensione occupata e, quando disponibile, un interruttore per escluderle. Il punto pratico è che disattivare un’app non significa solo “non salvarla più da oggi”: il messaggio indica che i dati di quell’app vengono eliminati dal backup sul Google Account.
Prima di toccare qualunque toggle conviene quindi fare un controllo ragionato, soprattutto se il telefono è usato per lavoro, autenticazione, messaggistica o app con dati non sincronizzati altrove. Android non è un monolite: alcune app salvano tutto nel cloud del proprio servizio, altre usano il backup di sistema, altre ancora fanno finta di essere ordinate e poi al ripristino salutano con la manina. Elegante, come un backup lasciato alle buone intenzioni.
Dove cercare il nuovo controllo
Su Pixel, secondo 9to5Google, il percorso è Impostazioni > Account e backup > Google Backup > Altri dati del dispositivo. Su Galaxy, SamMobile indica Impostazioni > Account e backup > Backup dati > Google Drive > Altri dati del dispositivo. I nomi possono cambiare leggermente in base a lingua, versione Android, One UI e rollout dei Google Play services.
Se non vedi ancora la sezione, non è detto che ci sia qualcosa di rotto. 9to5Google segnala la funzione su Pixel con Android 16 e 17 e Google Play services 26.24; SamMobile l’ha vista su Galaxy S26 Ultra con One UI 9 beta basata su Android 17, aggiungendo che potrebbe arrivare anche su versioni più vecchie. Traduzione operativa: controlla gli aggiornamenti, ma non reinstallare mezzo telefono per inseguire un rollout lato server.
Procedura consigliata
- Apri le impostazioni di backup Google e verifica l’account attivo: è facile controllare il profilo sbagliato se sul telefono hai account personale, lavoro e famiglia.
- Entra nella sezione dedicata agli altri dati del dispositivo o ai dati delle app.
- Espandi l’elenco con “Mostra altro” se disponibile: spesso le app più importanti non sono tra le prime tre.
- Guarda quali app indicano nessun dato salvato: sono quelle da verificare prima di un cambio telefono.
- Disattiva il backup solo per app non critiche, pesanti o facilmente risincronizzabili.
- Dopo ogni modifica, controlla lo spazio usato da Google Drive/Google One e ripeti il backup manualmente se il sistema lo consente.
Cosa non viene risolto da questo pannello
Il nuovo controllo riguarda i dati delle app, non tutto il backup Android. 9to5Google nota che la sezione separata con SMS/MMS, cronologia chiamate e impostazioni dispositivo non rientra negli stessi toggle per-app. Inoltre il backup Google non sostituisce i backup interni di WhatsApp, Signal, password manager, app bancarie, autenticazione a due fattori o strumenti aziendali con policy proprie.
Qui il consiglio AndroidLab è banale ma salvavita: prima di formattare o cambiare telefono, non fidarti della scritta “backup eseguito”. Controlla le app che contengono dati non ricreabili, apri le loro impostazioni interne e cerca una voce di esportazione, sincronizzazione o backup dedicato. Per chi usa più profili Google, torna utile anche la nostra guida sugli account Google multipli su Android: molti problemi di ripristino nascono semplicemente dall’account sbagliato.
Cosa cambia davvero
Per l’utente normale cambia la visibilità: Android inizia finalmente a dire quali app pesano nel backup e quali non stanno salvando nulla. Per chi gestisce telefoni di famiglia, dispositivi di lavoro o migrazioni frequenti, cambia il metodo: prima si poteva solo sperare che il blocco “app e dati” facesse il suo dovere, ora si può costruire una piccola checklist. Non è ancora un backup manager professionale, ma è un passo verso un Android meno opaco.
Problemi comuni e soluzioni rapide
- Il menu non compare: aggiorna sistema, Google Play services e Google One, poi aspetta il rollout.
- Il backup occupa troppo spazio: escludi giochi, app di prova e servizi che sincronizzano già tutto nel proprio cloud.
- Un’app importante non salva dati: cerca il backup interno dell’app prima di cambiare telefono.
- Hai un Galaxy o un Pixel beta: considera possibile qualche differenza di percorso o etichetta.
- Usi account lavoro: verifica le policy del profilo gestito, perché il backup può essere limitato dall’amministratore.
In breve
- Google sta distribuendo controlli per singola app nel backup Android.
- La funzione è stata vista su Pixel e su Galaxy, ma il rollout non è uniforme.
- Disattivare il backup di un’app può eliminare i relativi dati dal backup Google.
- SMS, chiamate e impostazioni dispositivo restano in una sezione separata.
- Prima di cambiare telefono, controlla backup Google, backup interni delle app e account attivo.